6 strategie per aumentare la visibilità su Facebook

COME AUMENTARE LA PROPRIA VISIBILITÀ SU FACEBOOK?

Negli ultimi anni ottenere visibilità su facebook e aumentare la portata dei propri post è diventato sempre più difficile.

Quando pubblichi un contenuto sulla tua pagina Facebook o sul tuo profilo personale, questo sarà visibile solo ad una piccola parte della tua sfera sociale, che la vedrà nel proprio flusso di notizie. Questa piccola parte corrisponde circa al 5% dei tuoi contatti, selezionato da un algoritmo di Facebook che si chiama Edge Rank, introdotto nel 2010 al fine di determinare la visibilità di un post all’interno del newsfeed.

L’introduzione di questo algoritmo, che prende in considerazione elementi quali l’affinità tra i membri della sfera sociale, il tempo della pubblicazione e il peso delle interazioni, sembra essere finalizzata alla monetizzazione dell’enorme potenziale della vetrina di facebook. Lo scopo è quello di aumentare gli investimenti nelle facebook ADS di aziende e privati che vogliono accrescere la propria visibilità e l’engagement. Ma pagare non è certo l’unico modo per aumentare la portata dei propri post.

Quali sono allora i trucchi per sfruttare al meglio Edge Rank ed aumentare la propria visibilità organica su facebook? Ti proponiamo qui di seguito 6 strategie per migliorare la reach e l’engagement sul social media più conosciuto e utilizzato al mondo.

 

1. STIMOLARE LA CONDIVISIONE:

Abbiamo detto che uno dei fattori più importanti per l’algoritmo è il peso delle interazioni. Delle tre forme di interazione possibili su facebook (like, commento, condivisione) la più importante in termini di reach, ovvero di visualizzazioni del post, sembra essere la condivisione. Le condivisioni generano nuove visualizzazioni, vale a dire nuove possibilità per like, commenti e condivisioni. Cosa condividiamo e perché lo facciamo dipende da tanti fattori: il tipo di social network usato, il carattere personale, le cose che ci piacciono e il tipo di emozione che proviamo in un determinato momento.

Le emozioni giocano un ruolo fortissimo nella condivisione di contenuti social, “quando condividiamo un video o un’immagine, infatti, non stiamo soltanto condividendo l’oggetto, ma stiamo condividendo soprattutto la risposta emotiva che crea”. Così Abigail Posner di Google sottolineare l’importanza dell’impatto emotivo nello sharing. La felicità, oltre a donarci benessere, è una forte spinta all’azione; la tristezza crea empatia e forte socializzazione; la rabbia genera discussione; la paura stimola attaccamento e bisogno di sicurezza. Generare una reazione emotiva nel pubblico è dunque alla base del successo su facebook.

 

2. PUNTARE PIÙ SULLA QUALITÀ CHE SULLA QUANTITÀ

Si potrebbe erroneamente pensare che pubblicare più post voglia dire automaticamente più visibilità. Non c’è niente di più sbagliato: una pubblicazione massiccia rischia di provocare noia e saturazione, scatenando effetti negativi. Le pubblicazioni noiose sono la prima causa di abbandono di una pagina da parte dei fan. L’obiettivo dev’essere invece quello di pubblicare ogni volta il messaggio giusto, nel posto giusto, nel momento giusto.

3. EVITARE LA SFACCIATAGGINE COMMERCIALE

Chi utilizza Facebook non ama ricevere in continuazione offerte commerciali. Se pubblichi contenuti esclusivamente promozionali non solo rischi di avere un basso numero di interazioni ma, proprio per la struttura di EdgeRank, rischi di perdere visibilità in quanto le persone non interagiscono. È necessario quindi non esagerare con il numero di post promozionali, sforzandosi di creare offerte interessanti, utilizzando la creatività e raccontanto storie che catturino l’attenzione.

 

4. CARICARE VIDEO DIRETTAMENTE SU FACEBOOK

Il video marketing è ormai un trend in continua crescita. I video stanno rimpiazzando gli altri tipi di contenuti su facebook perché hanno due pregi innegabili: il primo è che la gente ha sempre più bisogno di contenuti che gli rendano facile la fruizione, dall’altro l’“autoplay”, con il video che parte in automatico, attira maggiormente l’attenzione rispetto ad una immagine statica. La preview avviene solo con video caricati direttamente su Facebook e non con i link esterni verso YouTube, Vimeo o altri motori di condivisione video.

 

5. ADEGUARE LE PUBBLICAZIONI AL PROPRIO TARGET

Per utilizzare bene Facebook e ottenere nuove visualizzazioni il segreto è conoscere bene le caratteristiche e gli interessi del nostro pubblico, e modellare su queste informazioni i nostri post.

Ogni persona ha le sue abitudini, i suoi interessi e le sue passioni e un 18enne sarà interessato a contenuti ben diversi di un 40enne. In particolare è importante comprendere: chi fa parte del nostro pubblico, quali post preferisce e quando è online. Sempre senza inficiare la qualità delle pubblicazioni e tenendo ben presenti le caratteristiche della propria audience, può rivelarsi effiacie mantenere un ritmo costante di pubblicazioni e al contempo cercare di variare i temi, proponendo argomenti che suscitino interesse e che provengano da buone fonti.

 

6. COINVOLGERE IL PUBBLICO

Oltre ad adeguare i propri contenuti al tipo di audience cui ci rivolgiamo è importante anche riuscire a coinvolgere il nostro pubblico catturando la sua attenzione e suscitanto interazioni. Il modo migliore per coinvolgere sui social è quello di fare domande. Non vergognarti quindi di chiedere: chiedi consiglio, chiedi un’opinione, un parere. Fai domande al tuo pubblico e rendilo partecipe. I commenti ai post hanno un grande valore nel calcolo dell’EdgeRank, ed andranno quindi ad aumentare la tua visibilità.

Un altro modo per coinvolgere è quello di chiamare in causa altri utenti della rete o altre pagine taggandoli.È bene però non esagerare con questa pratica perché può essere considerata fastidiosa da alcuni utenti.

Web reputation, la chiave per abitare felicemente nel web

Oggi come ieri, nel web come nella vita reale,  la reputazione è un bene prezioso.

Reputazione e credibilità: valori inestimabili

Esistono diverse definizioni di “reputazione” a seconda dell’ambito in cui questo termine viene usato.

In economia la reputazione è strettamente legata all’ambito aziendale e professionale, ed è stata valutata come una forma di fiducia verso il futuro, in relazione ad un prodotto, un servizio, una consulenza, una marca, una persona o un’organizzazione. Di conseguenza, il rischio reputazionale è stato tradizionalmente considerato come una perdita di questa fiducia e credibilità, perdita generata a seguito di una scelta negativa o di un errore operativo.

In ambito sociologico, il concetto di reputazione è riferito alla credibilità che un soggetto ha all’interno di un gruppo.

Nel diritto, si parla di reputazione più come antitesi ai concetti di diffamazione e ingiuria.

Infine in Internet, dove la reputazione online si traduce in “Web reputation”, o “brand reputation”, ed è un’attività di raccolta e monitoraggio di tutto quanto viene detto online riguardo a un determinato prodotto, servizio, progetto o evento. Si tratta di un’attività strategica fondamentale per le aziende e le organizzazioni, perché consente di capire qual è in generale l’opinione diffusa online riguardo alla tematica a cui si è interessati.

Come si può vedere, le definizioni non differiscono poi tanto tra loro e, in una parola, si può affermare che la reputazione ha a che fare con la credibilità.

Web reputation

Nel web ormai ci muoviamo e ci viviamo tutti i giorni, e la reputazione online è diventata fondamentale, sia in ambito personale che in ambito professionale. E’ necessario associare il concetto di reputazione online, o reputazione digitale, a come noi possiamo “rivendere” noi stessi. Sia le aziende che le persone devono curare la propria reputazione online: per migliorarla le prime fanno self branding, le seconde invece personal branding.
In ambito professionale ciò si traduce in tutta una serie di azioni mirate a preservare e a promuovere la reputazione e la credibilità di un brand, che Wikipedia definisce così: “La Web Reputation è un’attività di raccolta e monitoraggio di tutto quanto viene detto online riguardo a un determinato prodotto, servizio, progetto o evento. Si tratta di un’attività strategica fondamentale per le aziende e le organizzazioni, perché consente di capire qual è in generale l’opinione diffusa online riguardo alla tematica a cui si è interessati. Il monitoraggio della web reputation può essere un’attività in continuum, qualora si stia svolgendo una determinata attività di comunicazione online e se ne vogliano misurare gli effetti nel tempo, o un’attività istantanea volta a fare una sorta di fotografia della situazione del momento: ad esempio, perché si vuole conoscere l’opinione degli utenti prima di entrare in un determinato mercato.”

Meglio tardi che mai? Non più!

Troppo spesso le aziende si preoccupano della propria reputazione online solo quando si è già in presenza di danni che possono seriamente pregiudicare il buon nome di un prodotto o di un’azienda.

Non si tiene presente che basta un commento, una citazione in un post, un articolo di un blog o una recensione su un canale YouTube per mettere alla berlina il buon nome di un brand, ridicolizzare prodotti, scoprire gli aspetti negativi di un servizio online. Occuparsi della propria reputazione vuol dire curare il modo in cui si è percepiti dal proprio mercato di riferimento, curare la propria brand identity

Da non sottovalutare inoltre il fatto che una volta in rete, nulla si cancella: quando una recensione o un commento su un brand sono pubblicati in Internet, essi sono disponibili a chiunque ricerchi quel marchio o quell’azienda su Google. Positivi o negativi, chiunque potrà leggerli e farsi un’idea. Si tratta di un flusso di comunicazioni preziosissimo che va monitorato proprio perché è in grado di guidare le decisioni di acquisto dei potenziali clienti, influenzando significativamente la percezione che si ha un brand e il suo buon nome.

La maggior parte di noi prima di procedere a un acquisto, che sia esso un telefono o un viaggio, cerca online i pareri degli altri utenti: c’è chi, come Tripadvisor, sulla reputazione ha costruito un business. Ecco perché oggi più che mai diventa un parametro fondamentale per il successo.

Teniamo poi bene in mente che:

  • è più facile avere ripercussioni negative da clienti insoddisfatti piuttosto che commenti positivi da clienti soddisfatti,
  • restano più impressi i giudizi negativi di quelli positivi.

Una volta capito e accettato questo, appare chiarissimo quanto sia importante per un’azienda avere un costante ed efficace piano di reputation management, che monitori costantemente ciò che si dice online del proprio marchio, anche in tempi non sospetti.

Il controllo della reputazione è un processo che fondamentalmente si basa su tre azioni attuate dal reputation manager:

  • analizzare
  • monitorare
  • reagire

1) Occorre partire da un’analisi esaustiva dei risultati associati al proprio brand o alla propria azienda su Google per avere una valutazione complessiva della propria reputazione online: più pagine di risultati si analizzano, più completo sarà il quadro finale.

2) È opportuno procedere con attività di monitoraggio costante sfruttando il maggior numero di alert e feed per catturare ogni citazione e parola chiave (Google Alert, Social Mention, Technorati per dire solo alcuni programmi dedicati), e anche “ascoltando” i social network, che sono sempre più luoghi di incontro e di scambio di opinioni dove esprimere giudizi positivi e negativi che contribuiscono a loro volta a plasmare l’opinione degli utenti. Di conseguenza gli utenti stessi si influenzano l’un l’altro esponendo aziende, brand e personaggi pubblici a elogi o critiche, e quindi a una vulnerabilità costante.

3) Infine, una volta completate le due fasi, bisogna mettere in pratica un piano di reverse SEO, al fine di relegare gli eventuali risultati negativi nelle pagine secondarie tra i risultati organici, mediante la creazione di nuovi contenuti sui siti e i social, cross linking, tag appropriati, profili e altre piattaforme di contenuto in grado di promuovere l’immagine positiva del marchio. E comunque gestire la propria presenza sul Web curando  accessibilità, attenzione ai clienti (mediante un programma di customer care efficiente), costruzione di un network di testimonial e influencer, capacità di risposta e partecipazione al dibattito, trasparenza: tutti fattori che possono consolidare nel tempo l’affidabilità e il buon nome di un marchio e contribuire all’efficacia di un piano di reputation management.

In conclusione, è possibile affermare che per tanti aspetti è più difficile gestire e creare una buona reputazione online che nel mondo reale, anche se ci sono tantissimi strumenti che aiutano a farlo, e che la cosa più importante è risultare credibili e autorevoli comunicando contenuti di qualità appositamente creati per il Web.

Comunicazione Globale è una Web Agency che dispone degli strumenti e dei professionisti più qualificati per affiancare la tua azienda in un efficace processo di reputation management: analisi, ascolto del cliente e sviluppo di contenuti mirati per far crescere il tuo brand.

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Datemi un’app e solleverò il mondo!

App, dove utile e dilettevole vanno a braccetto.

Il termine “app” è diventato ormai parte integrante del nostro vocabolario di tutti i giorni. Tutti hanno uno smartphone, a parte qualche raro irriducibile, e di conseguenza tutti hanno a che fare con le app.

App è l’abbreviazione di “applicazione mobile”, ed è un’applicazione software dedicata ai dispositivi di tipo mobile, quali smartphone o tablet. Si tratta di un’applicazione caratterizzata da una semplificazione ed eliminazione del non strettamente necessario, al fine di ottenere leggerezza, essenzialità e velocità rispetto ai software applicativi tradizionali, cioè quelli per computer.

Dove scaricare le app

Le app si trovano in appositi distributori digitali (conosciuti perlopiù con i termini anglosassoni store o market) vincolati a un sistema operativo, cioè che contengano solo applicazioni compatibili con il sistema operativo (Android, iOS, Windows Phone, ecc.) del dispositivo mobile che si sta utilizzando. Tuttavia, col diffondersi delle applicazioni, esse sono reperibili ovunque, anche direttamente dai siti di coloro che le sviluppano, o dalle aziende o qualsiasi privato che voglia mettere a disposizione una propria applicazione.

I principali sistemi operativi per dispositivi mobili che offrono un completo supporto per le app di nuova generazione sono:

  1. Android (Google)
  2. iOS (Apple)
  3. Windows Phone (Microsoft Corporation)
  4. BlackBerry OS (RIM/BlackBerry)

E questi i distributori ufficiali di app per i vari sistemi operativi:

  1. Android: distributore ufficiale Google Play (altri distributori sono App-Shop di Amazon, AppBrain, Aptoide, F-Droid)
  2. iOS: App Store
  3. Windows Phone: Windows Store
  4. BlackBerry: BlackBerry App World

App: per tutti, ma non da tutti

Ormai ci sono app per qualsiasi cosa: app per trovare il ristorante più vicino, per contare i passi, per giocare, per ascoltare musica, per imparare il cinese, per prenotare una visita medica, per acquistare di tutto… La prima cosa a cui la maggioranza delle persone pensa quando si parla app, è nell’ambito del tempo libero e dello svago, però…

C’è un però, perchè in realtà le app sono uno strumento fondamentale per le aziende e i professionisti per sviluppare il loro lavoro e le loro attività, e quello che per noi è uno strumento che utilizziamo per il tempo libero, per un’azienda è un importantissimo mezzo di promozione.
Pensiamo ad esempio  ad un’applicazione per prenotare il tavolo del ristorante, o a quella per presentare il proprio catalogo di prodotti.

App e business

Moltissime imprese, praticamente in tutti i settori, stanno iniziando o portando avanti una strategia Mobile, sia per interagire con il mercato tramite il nuovo canale, sia per aumentare la produttività e semplificare il lavoro dei propri dipendenti. Queste applicazioni possono essere classificate in 3 principali macro-categorie:

  • Operative”, sviluppate (o personalizzate) per supportare specifici processi di business: dai processi di vendita, a marketing, promozione e merchandising; o per gli altri processi sul campo (manutenzione, trasporto, ecc.) e per la gestione di magazzini e aree di stoccaggio.
  • Office Practice Automation”, sviluppate (o personalizzate) per supportare processi organizzativo-amministrativi con funzionalità specifiche come compilazione nota spese, richieste permessi, e così via.
  • Personal Productivity”, sviluppate (o personalizzate) per visualizzare applicazioni di dashboard e reportistica, soluzioni per la comunicazione di informazioni ai dipendenti e così via, o a supporto di elementari funzioni di produttività individuale (elaboratori di testi, fogli di calcolo, ecc.).

Come si può capire, gli ambiti professionali in cui può essere vantaggioso sviluppare una propria app, sono praticamente…tutti. Ma non si pensi che chiunque sia in grado di farlo. Anche se le istruzioni per creare app si trovano ovunque sul web, e nonostante molte persone -soprattutto i cosiddetti “nativi digitali”- sappiano   creare app android, app per iphone e app per tutto, sviluppare un’applicazione mobile ben fatta, utile e produttiva richiede molto lavoro e altrettanta professionalità.

Bisogna infatti conoscere bene l’azienda, la sua attività e lo scopo per cui viene creata l’app; bisogna capire a quale target deve rivolgersi; bisogna disporre delle conoscenze tecniche e degli strumenti tecnologici migliori per dare al cliente un prodotto efficace.

Quindi non si tratta solamente di avere un bravo programmatore per sviluppare una buona app. E’ fondamentale rivolgersi a una equipe di professionisti che operi in sinergia e che tenga in considerazione tutti gli aspetti che rendono efficace un’applicazione mobile aziendale: dalla comunicazione visiva al Web Marketing, dalla versatilità alla semplicità operativa.

Comunicazione Globale, agenzia di comunicazione a Padova, è in grado di creare un’applicazione completamente su misura per la tua azienda, il nostro team ti consente di sviluppare applicazioni in grado di funzionare su terminali e dispositivi mobile su piattaforme Apple, Android, Windows e Blackberry.

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Glossario del Web per muoversi nel Web

Le parole del Web spiegate a mio suocero.

Il Web è ormai diventato per molti di noi una seconda casa, un’altra sede di lavoro, un luogo di incontro. Ma siamo sicuri di conoscere davvero questo “luogo” così familiare?
Ogni giorno sentiamo termini e parole il cui significato diamo ormai per scontato, poi magari arriva nostro suocero che ci chiede -ad esempio- “ma cos’è un browser?”, e in quel momento ci rendiamo conto che non sappiamo dare una definizione di “browser”.
Non che sia grave intendiamoci, ma perché non provare a impararlo?

World Wide Web – Letteralmente “rete di grandezza mondiale”, abbreviato Web, sigla WWW, è uno dei principali servizi di Internet, che permette di navigare e usufruire di un insieme molto vasto di contenuti amatoriali e professionali (multimediali e non) collegati tra loro attraverso legami (link), e di ulteriori servizi accessibili a tutti o ad una parte selezionata degli utenti di Internet.

Web browser o browser – è un’applicazione per il recupero, la presentazione e la navigazione di risorse sul Internet, quali pagine web, immagini o video. Tra i più utilizzati ci sono Google Chrome, Internet Explorer, Mozilla Firefox, Microsoft Edge (uscito con Windows 10), Safari, Opera e Maxthon.

Motore di ricerca – Uno strumento che indicizza e restituisce contenuti digitali pertinenti alle parole chiave inserite da un utente. I motori di ricerca Internet più utilizzati sono Google, Bing, Yahoo.

Indicizzazione – Si intende l’inserimento di un sito web nel database di un motore di ricerca. L’indicizzazione di un sito internet, in altre parole, è il modo in cui il sito viene acquisito e interpretato dai motori di ricerca e quindi compare nelle loro pagine di risposta alle interrogazioni degli utenti web.

Ottimizzazione – Tutte quelle attività volte a migliorare la visibilità di un sito web sui motori di ricerca al fine di migliorare (o mantenere) il posizionamento nelle pagine di risposta alle interrogazioni degli utenti del web.

Posizionamento – Operazione attraverso la quale il sito viene ottimizzato per comparire nei risultati in una posizione il più possibile favorevole e rilevante.

Parola chiave o keyword – Una parola o un insieme di parole che gli utenti utilizzano nei motori di ricerca per trovare e consultare i siti di loro interesse.

Numero di occorrenze delle parole chiave – Densità/ricorrenza di keywords nel testo.

Query – La parola chiave o la frase che gli utenti inseriscono in un motore di ricerca per trovare ciò che cercano.

SERP – Acronimo di Search Engine Results Page, pagina dei risultati del motore di ricerca. Un elenco di risultati visualizzati da un motore di ricerca in risposta alla query di un utente.

SEO – Search Engine Optimization, cioè quell’insieme di strategie e pratiche volte ad aumentare la visibilità di un sito internet migliorandone la posizione nelle classifiche dei motori di ricerca.

SEM –  Search Engine Marketing, ovvero marketing attraverso i motori di ricerca, è la disciplina più ampia che incorpora la SEO.

Link – Un testo o un’immagine che collega una pagina o un sito web a un altro.  Un collegamento ipertestuale ha lo scopo di condurre ad ulteriori unità informative a partire da una qualunque unità ad esse correlata.

Link interno – Un link che collega una pagina a un’altra dello stesso sito web.

Tag – Letteralmente etichetta, marcatore, identificatore – è una parola chiave o un termine associato a un’informazione (un’immagine, una mappa geografica, un post, un video clip …), che descrive l’oggetto rendendo possibile la classificazione e la ricerca di informazioni basata su parole chiave.

Meta descrizione o Meta Tag Description – Le meta tag description sono gli attributi HTML che forniscono spiegazioni concise dei contenuti delle pagine web, sono comunemente usate dai motori di ricerca nelle pagine dei risultati (SERP) per visualizzare frammenti di anteprima di una determinata pagina.

Testo alt o Alt text – Viene utilizzato nel codice di una pagina per descrivere un’immagine e, in un certo senso, per rimpiazzare l’immagine quando questa non può essere visualizzata. Se un’immagine è danneggiata e non può essere caricata dalla pagina, viene visualizzata una casella vuota contenente il testo alternativo nel punto in cui dovrebbe apparire l’immagine. L’alt text è molto importante ad esempio per migliorare l’accessibilità per le persone ipovedenti.

Sitemap o site map – è una pagina web che elenca gerarchicamente tutte le pagine di un sito web. Un elenco che aiuta i motori di ricerca a comprendere la struttura del sito.

Social Media – Sono dei software attraverso i quali è possibile condividere testi, immagini, video e file audio, che riescono a raggiungere istantaneamente un pubblico globale.

Social Network – Espressione che identifica un servizio informatico on line che permette la realizzazione di reti sociali virtuali,  un sottoinsieme del più vasto mondo dei social media. Esempi: Facebook, Instagram, Twitter.

Spam – Qualsiasi tipo di comunicazione online indesiderata. La forma più comune di spam è la posta elettronica indesiderata. È possibile anche ricevere spam tramite SMS e social network.

Web Agency – Azienda che offre servizi che riguardano: la scelta e l’acquisto di un dominio lo spazio su server (hosting), la realizzazione di pagine web ed il loro aggiornamento, la realizzazione di siti web statici o dinamici, la promozione dei siti web su Internet e il posizionamento degli stessi sui motori di ricerca più importanti.

Web Master – Indica generalmente colui che amministra e gestisce un sito web dopo la sua pubblicazione on-line, occupandosi del suo corretto funzionamento, della risoluzione di eventuali problematiche tecniche, della scelta e rinnovo dell’hosting e dei servizi annessi al sito web.

Web Designer – Chi progetta la comunicazione visiva di un sito e crea le singole pagine web: in generale è il responsabile dell’aspetto grafico di un sito, della sua riuscita comunicativa e del coinvolgimento emotivo degli utenti che lo visitano.

Sistema operativo – è un software di sistema che gestisce le risorse hardware e software della macchina, fornendo servizi di base ai software applicativi (programmi) installati. I più conosciuti sono: Microsoft Windows, macOS, Linux.

URL – Acronimo di Uniform Resource Locator, l’indirizzo univoco di una pagina o di un contenuto digitale su Internet.

HTML – Acronimo di Hypertext Markup Language, è un linguaggio utilizzato dagli sviluppatori per creare siti web.

Client – Un qualunque componente che accede ai servizi o alle risorse di un’altra componente detta server. In questo contesto si può quindi parlare di client riferendosi all’hardware oppure al software.

Server – Un computer o un programma che all’interno di una rete (locale o a distanza) mette a disposizione degli altri computer le proprie risorse e fornisce i dati richiesti da altri elaboratori, facendo quindi da host per la trasmissione delle informazioni virtuali.

Host – Letteralmente “colui che offre ospitalità”. Vengono definiti host i computer collegati in rete e di conseguenza dotati di un indirizzo IP .

Indirizzo IP – L’indirizzo numerico che identifica i modem, i computer, gli smartphone e tutti i dispositivi connessi ad Internet in modo tale che questi possano comunicare fra di essi e con la rete.

Provider – Il fornitore di servizi di Internet: garantisce l’accesso alla rete e l’utilizzo dei servizi presenti sulla rete.

Cookie – File di testo in cui sono scritte informazioni riguardo il sito visitato ed il computer usato per navigare. Il cookie fa in modo che quando si cerca con Google, i risultati già cliccati siano colorati di viola oppure che quando si entra in Facebook compaiano alcuni aggiornamenti invece di altri nella pagina home delle notizie.

App – Abbreviazione di “applicazione”. Un programma, un software pensato per essere usato e installato nei cellulari o nei tablet.

PDF – Il Portable Document Format è un formato di file sviluppato da Adobe Systems nel 1993 per rappresentare documenti in un formato elettronico indipendente dal tipo di software, hardware o sistema operativo con cui vengono visualizzati. Un metodo molto usato anche per l’invio di immagini in formato digitale.

JPG – Acronimo di Joint Photographic Experts Group, che è il nome del comitato che ha sviluppato il formato JPEG. E’ il formato più diffuso nel web per rendere immagini ben definite in un piccolo spazio. Questo tipo di formato è adattissimo per le nostre foto ma non è consigliato per immagini di testo o geometriche.

TIFF – Tagged-Image File Format, è uno standard nell’industria della fotografia e della grafica, la sua compatibilità con praticamente qualsiasi software in commercio lo rende particolarmente utilizzabile, inoltre mantiene una qualità dell’immagine davvero molto elevata.

PNG – Il PNG è un formato che permette di non perdere qualità in salvataggio, deriva dal formato GIF. Consigliato per la condivisione su web di immagini con trasparenze.

GIF – Formato creato per immagini di bassissima qualità, da condividere via internet. Può contenere animazioni grafiche per il web, quindi immagini in movimento.

Modem – Nell’ambito delle telecomunicazioni il modem è un apparato di rete deputato alla ricetrasmissione di informazioni sfruttando la linea telefonica analogica. Operante a livello intermedio tra operatore telefonico e utente, è un dispositivo necessario al funzionamento della Rete: permette agli internauti di entrare in contatto tra loro indipendentemente da dove si trovano, standardizzando metodi e mezzi di comunicazione.  Il compito del modem è, a grandi linee, quello del traduttore simultaneo: da un lato traduce i segnali elettromagnetici in arrivo dalla linea telefonica in dati digitali comprensibili al computer; dall’altro interpreta i dati digitali in uscita dal computer e li tramuta in pacchetti dati pronti per viaggiare lungo la linea telefonica. In questo modo, dunque, rende possibile lo scambio di dati tra i dispositivi appartenenti alla stessa rete informatica.

Router – Spesso, abbinato insieme al modem in un unico apparato di rete (in tal caso detto “modem-router”), il router (instradatore, in italiano) è un dispositivo che può essere utilizzato indipendentemente dall’esistenza di una connessione a Internet. Solitamente è dotato sia di porte Ethernet sia di connettività Wi-Fi, e permette la condivisione della stessa connessione a più computer o dispositivi informatici (ad esempio smartphone e tablet). Un router è dunque in grado di gestire tutti quei protocolli necessari alla creazione di una rete informatica, garantendo che tutti i dispositivi ivi connessi comunichino efficacemente tra loro, facendo quindi in modo che i pacchetti dati giungano nel giusto ordine al giusto destinatario. Se il modem è il traduttore simultaneo, il router può essere paragonato a un vigile o a un dipendente delle poste addetto allo smistamento di missive e pacchi.

Vedi anche:  http://www.comunicazioneglobale.com/web-un-mondo-virtuale-sempre-piu-reale/

 

Il Web, un mondo virtuale sempre più reale

Il Web, un mondo virtuale sempre più reale

Oggi Internet, ha assunto una rilevanza enorme nelle nostre vite.

Aziende, enti pubblici, personaggi celebri e anche persone comuni sono presenti sul web o comunque si affidano ad Internet per promuovere la loro immagine e le loro attività.

Dal “penso dunque sono” al “pubblico quindi esisto”

Sembra quasi che ormai si debba essere sul web per “esistere”.

Una pratica sempre più comune e diffusa, quella di avere un sito web, che però molto spesso -troppo spesso- è affrontata con leggerezza e superficialità. Non solo e non tanto per quanto riguarda la sicurezza, aspetto a cui ormai la maggioranza delle persone comincia a fare attenzione; quanto invece per l’immagine con cui ci si propone al mondo in Internet.

Gratis e’ bello?

Una delle ricerche più effettuate su Google e sui vari motori di ricerca, è: “creare un sito web gratis”. E si trovano moltissimi risultati che rimandano a pagine che spiegano e mostrano come creare un sito web da soli e senza spese. E il risultato è un continuo proliferare di siti internet, blog, pagine web.

Se tutto questo può essere positivo per le “persone comuni”, non sempre però lo è per le aziende o i professionisti per i quali l’immagine con cui si presentano sul web è fondamentale per il successo delle loro aziende o attività.

I risultati ottenuti velocemente e a basso costo, se non addirittura gratis, molto spesso sono effimeri, si sa, basti pensare al mondo dello sport.
I risultati migliori e duraturi si ottengono col lavoro, con la pratica, l’esperienza, l’impegno.
E allora perché non applicare questo principio anche quando ci si approccia al web?

La realizzazione di un sito web ha a che fare con il creare, e creare qualcosa richiede sempre lavoro, attenzione e professionalità.

Quali figure professionali si occupano di siti web?

Negli ultimi anni sono nate moltissime aziende con una conoscenza approfondita di tutto ciò che riguarda il web: dal design, alla programmazione e promozione dei siti web, e sono le Web Agency. Con il Web Master e il Web Designer, che operano al loro interno insieme a molte altre figure professionali. Figure nate per rispondere all’esigenza di essere sul web in modo efficace.

Le regole di Internet

Internet ha le sue regole, e per far funzionare bene un sito web bisogna conoscere bene queste regole. Una delle principali è che un sito ha successo se “piace” a Google. Ma cosa bisogna fare per piacere a Google? Innanzitutto avere contenuti interessanti, utili e scritti bene. Soprattutto è importante avere qualcosa da dire.

Sembra banale, ma non lo è per niente. In molti fanno l’errore di creare un sito web tanto per averlo, perché “ormai ce l’hanno tutti”. Bisogna ricordare invece che un sito fatto male o non aggiornato può essere più dannoso che utile.
Un cliente -ad esempio- che aprisse l’homepage di un sito e vi trovasse una “news” di qualche mese prima, si farebbe l’idea di poca attenzione da parte dell’azienda o del professionista o dell’ente che il sito rappresenta.

Il web: un potenziale da sfruttare

Internet, il web, la rete hanno un potenziale enorme, sia in positivo che in negativo. Saper sfruttare questo potenziale può significare il successo per un’azienda; sottovalutarlo o usarlo male può arrecare grossi danni.
Per questo motivo è bene non improvvisarsi esperti in un campo che sembra alla portata di tutti, ma che in realtà richiede conoscenze sempre più specifiche e specializzate.

La Web Agency: una risorsa non tempo perso

Affidarsi a dei professionisti che operano all’interno di un’agenzia di comunicazione è un investimento fondamentale per:

  • comunicare in modo efficace la propria immagine sul web
  • aprirsi a un pubblico potenzialmente illimitato
  • ottenere un buon posizionamento sui motori di ricerca
  • essere facilmente trovati tra tanti
  • accrescere la propria reputazione aziendale con una buona presenza sui social media network

 

Comunicazione Globale è una Web Agency giovane, agile, moderna con i migliori professionisti pronti ad ascoltarti: confidaci il tuo stile, il tuo linguaggio e il tuo posizionamento e noi penseremo a tutto!

www.comunicazioneglobale.com 

Vedi anche: http://www.comunicazioneglobale.com/glossario-del-web-muoversi-nel-web/

 

Si fa presto a dire Grafica

Cos’é la grafica? Chi la fa? Come si fa?

L’essere umano è relazione e relazione è comunicazione: l’uomo non può vivere senza relazioni, siano esse con se stesso, con gli altri o con le cose che gli stanno attorno.
La grafica è il sistema di comunicazione tramite le immagini e i segni e ha la capacità di mettere in relazione le persone.
Quando viene usata in modo efficace, la grafica permette l’immediata comprensione del messaggio da parte del fruitore, senza troppi filtri e linguaggi. Molto spesso essa comunica quanto le parole – se non di più – un’idea, un messaggio, perché arriva a tutti in modo immediato superando qualunque barriera linguistica e culturale.

Le origini della grafica

Le origini della grafica risalgono a un passato molto remoto, e se ne trovano testimonianze anche nelle civiltà più antiche, in cui, prima che un’arte, essa era il mezzo di comunicazione principale.
Nel tempo, con lo sviluppo della scrittura e con l’avvento della rivoluzione industriale, la grafica si è evoluta fino a diventare uno dei tanti mezzi di comunicazione, potenziando molto le sue caratteristiche didascaliche, esplicative e artistiche.

Ai nostri giorni, il termine “grafica” indica genericamente il prodotto della progettazione rivolta alla comunicazione visiva.
Per rendere sempre più incisiva ed efficace la sua funzione, la grafica si è orientata da tempo verso altre discipline, come la sociologia e la psicologia, facendo suoi elementi fondamentali di architettura e pittura, e applicando tutte le possibilità offerte dalla fotografia e dalle altre arti visuali.

Grafica e marketing

La grafica è importante nel marketing per comunicare con efficacia un messaggio, ma lo è anche per creare siti web, e ha dato vita a tutta una serie di figure professionali, il web designer su tutte, che operano all’interno delle web agency, le agenzie di comunicazione.

Il termine “graphic design”, o “progettazione grafica”, sta a significare in primo luogo l’attuazione di una strategia di marketing e poi di una strategia creativa.

Il grafico pubblicitario, o graphic designer, è un professionista che rielabora la realtà al fine di progettare e creare oggetti visivi per la stampa, la pubblicazione o la trasmissione per mezzo di media (analogici o digitali) con l’intento di diffondere al pubblico un messaggio, tramite testo e immagini.

La grafica è dunque un elemento fondamentale nella creazione dell’immagine di un’azienda, di un sito, di un logo, di una pubblicità, come anche di semplici biglietti da visita o di volantini, che siano facili da riconoscere tra tanti e difficili da dimenticare.

Comunica in modo efficace le tue idee, i tuoi valori, la tua immagine e tutti si ricorderanno di te: può sembrare facile, ma in realtà richiede uno studio, una ricerca, una progettazione e una capacità di realizzazione che solo un professionista di graphic design possiede.
La scelta di un colore o di un carattere, di una forma o di un materiale sono il risultato di esperienza e professionalità e possono fare la differenza.

Comunicazione Globale pone la massima attenzione all’ascolto del cliente e delle sue esigenze. Comprende le tue idee e il tuo stile e le trasforma in un progetto comunicativo che si realizza in un prodotto finito costruito su misura per la tua azienda.
Comunicazione Globale ti conosce e crea il tuo logo, il tuo sito web, il tuo packaging coordinato; cura la tua immagine e sviluppa il tuo business.

Il nostro studio grafico si trova a Padova in via Palestro 15. Il nostro sito web: www.comunicazioneglobale.com contattaci per avere maggiori informazioni.

 

 

Su Facebook ci si abbonerà ai giornali

Facebook collaborerà con i giornali

Ad annunciare la novità, che era stata già trapelata nelle scorse settimane, è Mark Zuckerberg. In un post il fondatore di Facebook ha reso noto che nei prossimi mesi “sperimenterà nuovi modi per aiutare le testate a far crescere il numero di abbonati”. La fase di test coinvolgerà un piccolo gruppo di editori americani ed europei. “Se le persone si abboneranno dopo aver visto le notizie su Facebook, il denaro andrà direttamente agli editori che lavorano duro per scoprire la verità”. Il social, ha sottolineato Zuckerberg, non prenderà alcuna percentuale.
La collaborazione tra Facebook e le testate giornalistiche è iniziata nel maggio 2015, quando il social ha lanciato gli Instant Articles. La funzione consente di leggere all’interno del social gli articoli, che sono multimediali, interattivi e si caricano 10 volte più velocemente rispetto alle pagine dei siti di informazione.

Fonte: Ansa

Apple sfida Google, assistente da salotto più vicino

Seppur con un lancio in ritardo rispetto ai concorrenti, un assistente da salotto targato Apple avrebbe buone possibilità di aggredire i “giovani” rivali Google Home e Amazon Echo. Il mercato di riferimento è ancora fresco e l’effetto Mela morsicata, come già successo con l’iPhone o l’Apple Watch, può essere dirompente. Gli assistenti da salotto sfruttano l’intelligenza artificiale e sistemi di riconoscimento vocale per capire gli “ordini” degli utenti ed eseguire diversi compiti, dalla regolazione di luci e temperatura in casa alla prenotazione di un ristorante. L’altoparlante di Apple si differenzierebbe, secondo Bloomberg, per la tecnologia del suono.

Alla conferenza per gli sviluppatori, dal 5 al 9 giugno, sono tante le novità attese: gli aggiornamenti dei sistemi operativi, portatili MacBook nuovi di zecca e forse un nuovo iPad Pro da 10,5 pollici. Quest’anno tra i partecipanti c’è una quota record dall’Italia: 29 ragazzi vincitori della borsa di studio messa in palio dalla compagnia.

QR code: non se ne può più fare a meno!

Cosa sono e a cosa servono i QR code

Il codice QR o QR code è l’abbreviazione di Quick Response Code, ovvero un codice di risposta rapida. È quel simbolo quadrato che si può trovare sui siti web, sui giornali o sui manifesti pubblicitari in giro per la città che scansionandolo con la fotocamera dello smartphone permette di accedere direttamente a siti web, informazioni e video online.

Consiste in un codice a barre bidimensionale con una struttura a punti bianchi e neri che consente la cifratura di diverse centinaia di caratteri. Al suo interno possono essere  memorizzate moltissime informazioni  (7.089 caratteri numerici o 4.296 caratteri alfanumerici).

Sono molto funzionali perché l’utente senza dover scrivere in un motore di ricerca le informazioni che cerca può semplicemente fotografare questo codice ed accedere rapidamente alle informazioni cercate. Inoltre, permette all’utente di accedere da supporti cartacei, come volantini, giornali e anche da biglietti da visita a contenuti digitali come siti web, filmati, documenti PDF, gallerie di immagini o informazioni di contatto.

Per un’azienda è utile avere in QR code perché gli permette di fare il tracking, ovvero di analizzare le scansioni e si può ricavare in tempo reale quanti utenti hanno scansionato il proprio codice.

Come scansionare i codici QR

Per leggere questo tipo di codice è necessario innanzitutto avere uno smartphone e al suo interno aver installata un’applicazione in grado di leggere e scansionare il codice QR. Questo tipo di applicazioni sono gratuite e disponibili per tutti i sistemi operativi: iPhone, Android e Windows Phone. È anche possibile scansionarli tramite il computer, per i QR code presenti sui siti web. Per PC esistono pratici servizi online, come WebQR, che permettono di leggere QR code direttamente dal computer senza installare programmi e senza usare plug-in particolari.

La storia dei QR code

I QR code sono stati sviluppati nel 1994 dalla compagnia giapponese Denso Wave, un’azienda subfornitrice della Toyota. Inizialmente veniva utilizzato per tracciare i pezzi delle automobili con lo scopo di accelerare i processi della produzione automobilistica.

In Giappone hanno iniziato a diffondersi nel 1999 e ormai sono diventati uno strumento essenziale e sono presenti su quasi ogni supporto pubblicitario.

In Europa e negli Stati Uniti, invece, la diffusione è stata più lenta, anche se oggi con l’elevata diffusione degli smartphone, il loro utilizzo è in rapida crescita.

 

Responsive web design

Quale dispositivo stai utilizzando per consultare questo sito e per leggere questo articolo?

Dal tuo computer, smartphone o tablet? E quanti dispositivi sei abituato ad utilizzare mediamente in un giorno?

Probabilmente starai utilizzando il tuo smartphone e se non è così sicuramente sarai solito utilizzarlo spesso… Questo è il motivo principale per cui il Responsive Web Design sta diventando sempre più importante e non può essere assolutamente accantonato al momento della progettazione di un sito Web.

Alla base del Responsive Web Design c’è la necessità di rendere i siti Web facilmente accessibili e consultabili da ogni dispositivo. Si indichia l’approccio per il quale un sito dovrebbe adattarsi al comportamento e all’ambiente dell’utente in base appunto ad esempio alla dimensione dello schermo, la piattaforma e l’orientamento del device. Quando si passa da un PC desktop a un tablet il sito appare differente, ovvero si adatta automaticamente alla nuova risoluzione, si modificano le dimensioni delle immagini e le interazioni basate sugli script.

I contenuti di un sito o di una pagina Web vengono distribuiti in modo differente a seconda del dispositivo. Come è possibile vedere in figura a seconda che tu stia consultando il Web dal tuo smartphone o dal tuo tablet il suo contenuto si trova in una posizione differente.

Per fare questo non è necessario avere a disposizione tutti i device esistenti, ma esistono una serie di emulatori on line, dove è possibile scegliere il tipo di device e poi effettuare il test per vedere come appare il proprio sito.

È bene non creare più siti Web pensando al layout per il computer, ma come afferma bisogna partire dai contenuti che si vogliono mettere al suo interno, senza considerarne il layout per uno o per l’altro dispositivo. Una volta decisi i contenuti si ordinano dai più importanti ai meno importanti, tenendo presente che questa lista può variare da dispositivo a dispositivo: chi utilizza il PC non sempre ricerca le stesse informazioni di chi usa un dispositivo mobile.

Inoltre, ormai siamo in un epoca in cui gli smartphone vengono prima di qualunque altro dispositivo. Quindi la struttura del sito non deve essere creata per desktop e poi adattata allo smartphone, ma deve essere fatto esattamente il contrario!

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