scuola senza smartphone

PRIMA SCUOLA ITALIANA “PHONE FREE” A PIACENZA

PRIMA SCUOLA ITALIANA “PHONE FREE” A PIACENZA GRAZIE ALL’INNOVATIVO DISPOSITIVO YONDR

Il Liceo scientifico ad indirizzo sportivo di Piacenza “San Benedetto” è stato il primo esempio di scuola italiana a sperimentare la politica Phone-Free. Nello specifico, l’uso dello smartphone durante le ore scolastiche, compresa la merenda, viene negato sia per gli studenti sia per gli insegnanti.

Il preside Fabrizio Bertamoni ha attuato la nuova direttiva lo scorso 18 settembre, previa avviso agli studenti e convocazione dei genitori.

Il dispositivo, che rende questa utile iniziativa possibile, è stato ideato dalla società americana Yondr. Il gruppo statunitense ha creato questa “tasca” che, nel momento in cui racchiude lo smartphone, lo scherma e lo sigilla grazie a un sistema di chiusura brevettato. Il cellulare può essere sbloccato soltanto da una apposita base magnetica: una sorta di sistema di ‘anti-taccheggio’ in possesso esclusivo degli insegnanti. Gli smartphone vengono inseriti nell’apposita tasca Yondr alla prima ora di lezione per essere riutilizzati alla fine dell’ultima. In questo modo i telefoni restano comunque nei banchi degli studenti, ma sono resi inefficaci e inutilizzabili.

L’inventore del progetto Yondr, durante un’intervista a Wired, ha rivelato l’obiettivo principale del dispositivo: disconnettere le persone da internet senza sottrarre la soddisfazione odierna del contatto tattile con lo smartphone. Negli Stati Uniti oltre 600 scuole già utilizzano questa attrezzatura.

«Si tratta di un progetto per tornare al contatto esistenziale con il mondo – spiega Amelie Robin, referente del progetto Yondr per l’Europa – I risultati più importanti che abbiamo visto, con l’utilizzo di questo strumento, sono la maggiore interazione tra studenti, l’attenzione verso gli insegnanti, ma soprattutto è diminuita la percentuale di bullismo in classe».

Il preside Bertamoni ha preso ispirazione per il progetto da Stephen Hawking, celebre fisico venuto a mancare lo scorso marzo. La sua citazione “ricordatevi sempre di guardare le stelle” ha stimolato il dirigente scolastico a coinvolgere il liceo in questa innovativa esperienza, che detiene il primato a livello italiano.

“Ho pensato che fosse importante anche per i ragazzi il fatto di alzare lo sguardo al cielo, ovvero, di distogliere gli occhi dal display” dichiara Bertamoni. Il suo intento è stimolare un’opportunità di finalità pedagogica per aumentare la socializzazione e cercare di diminuire il cyberbullismo tra i corridoi scolastici.

Gli studenti, dapprima consapevoli del nuovo progetto, hanno avuto un momentaneo senso di smarrimento iniziale, subito sostituito da accettazione e comprensione. Le motivazioni, che accompagnano l’utilizzo del dispositivo statunitense per allontanarli dal mondo virtuale dello smartphone durante le lezioni, sono state ampiamente apprese. «Ora che la scuola ci ha spiegato il perché di questa iniziativa – dichiara una studentessa 15enne del liceo – l’ho compresa meglio e sono d’accordo: sicuramente non avere lo smartphone aiuterà tutti noi a socializzare di più» dichiara. “Per me il cellulare è una distrazione quindi se lo avessi con me in classe sicuramente continuerei a guardarlo e mi distrarrei” confessa un’altra liceale 14enne.

Il progetto ha avuto numerose approvazioni tra Consiglio d’Istituto, docenti e genitori, ma il preside Fabrizio Bertamoni si riserva la possibilità di modificare o abbandonare il progetto qualora esso non produca risultati rilevanti.

Asia Galvani

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